La scuola, visioni per un futuro a portata di tutti

Parlare di scuola, specialmente per me, che da quasi quarant’anni, faccio l’insegnante, ha un valore aggiunto. La scuola è un luogo formativo di apprendimento, ma anche di socialità, adeguata ad ogni momento della vita dello studente. E bisogna saper riconoscere che le esigenze dei/delle bambini/e e dei/delle ragazzi/e cambiano, sia per questioni di età che di contesto sociale. Motivo per cui penso ad una scuola che sappia riconoscere i bisogni affettivi e fisici dei più piccoli, passando per la comprensione dei/delle ragazzi/e in età evolutiva e arrivando ad incentivare i rapporti interpersonali degli/delle alunni/e per valorizzarli e capire quale sia la strada migliore da percorrere nel loro futuro. In tutto questo, un occhio particolare va rivolto agli alunni con disabilità che non devono mai essere dimenticati, ma valorizzati per quel molto che possono dare. 

La scuola ha, perciò, un ruolo educativo forte nei confronti delle nuove generazioni; motivo per cui si deve credere fortemente e puntare con convinzione ad un rapporto sinergico con le famiglie dei/delle ragazzi/e, veicolo di valori primari per loro. La scuola è, dunque, un luogo di lavoro per chi si rapporta con i/le bambini/e e i/le ragazzi/e, dai/dalle maestri/e, ai/alle professori/professoresse, passando per il personale ATA; ma la scuola è, anche, uno spazio dove si acquisiscono, più che da altre parti, le conoscenze; perciò ci vogliono investimenti seri e emirati, come, ad esempio, quello sui trasporti, per garantire a tutti/e la possibilità di arrivare a scuola e ritornare a casa. 

Credo, dunque, che una grossa fetta delle risorse della recovery Found vadano indirizzate alla scuola per renderla un luogo equo, democratico e inclusivo in cui tutti/enon abbiano discriminazioni. Per questo, in particolar modo per evitare lo spopolamento nelle nostre aree, penso ad una scuola che possa permettere:

  • L’aumento del numero degli asili nido e dei posti disponibili.
  • La formazione gratuita per redditi medio bassi, il diritto allo studio.
  • Il potenziamento della digitalizzazione.
  • Il favorire un patto territoriale per l’educazione permanente.
  • Il potenziare i percorsi di formazione professionale.
  • L’attivare gli strumenti per il life long learning e per favorire con l’accesso ai contributi europei la formazione.
  • Il formare il personale.
  • Il garantire la sicurezza, specialmente, oggi, con il Covid in circolazione.

Perchè ho deciso di candidarmi

Mi sono candidata perché ho ancora voglia di impegnarmi per il bene comune con l’obiettivo di portare, in Regione, le mie competenze e il mio impegno nelle politiche sociali e sanitarie (faccio, anche, parte dell’esecutivo dell’ULSS 1 Dolomiti). C’è bisogno, infatti, di una voce forte che parli, nelle opportune sedi, del cambio sociale che sta avvenendo nel nostro territorio bellunese tramite i fenomeni di invecchiamento e spopolamento.

L’impegno per la cosa pubblica è diventato, per me, una vocazione. Più si conoscono le tematiche e le varie di istituzioni, più c’è voglia di farne parte per migliorarle e darne nuova linfa con idee innovative.